
Questa sono io esattamente un anno fa.
Anche a me sembra strano pensare che quella posso essere stata io. Ricordo che faceva un freddo cane, che sorridevo di vedere un'altra volta quella città di vita che è Firenze, che ero da sola passeggiando, che non mi mancava nessuno, che stavo bene così.
La mia faccia, quella che oggi è qui, c'è stata quella che si vede là, lontano, con capelli lunghi o occhiali diversi.
Cosa rimane in me di quella che sono stata un anno fa? C'ero dall'altra parte del oceano, cercavo forse altre cose, volevo a altri uomini, sorridevo per ragioni diversi. Non posso dire nemmeno che rimanga lo stesso corpo, nemmeno quello. Era un corpo diverso, più devole, più pesante, più innocente. Quel corpo ha trovato e ha perso molte cose, tra quelle i capelli, la paura, la solitudine.
Ieri sentivo una canzone, un tango che diceva che la vita è cambiare, che si può vedere in qualsiasi foto vecchia, che dobbiamo uccidere il passato e cominciare. Io credo che tutto quello che sono stata rimane in me, e che le foto hanno quel potere di ricordarci che non siamo sempre la stessa persona, che abbiamo camminato, che, fortunatamente, siamo diventati altro, mai uguale, mai fermo.